delle delusioni delle sconosciute e del cielo che crepuscola
Il giorno se ne va. Come un rigagnolo di acqua sporca nel lavabo. Come il sangue da una ferita. Crepuscola. Si piega tra i tetti delle case.
E non è niente di che.
Tu pensi che cade il giorno e un poco cadi pure tu. Oggi va via così.
Con cose che potevi fare e non hai fatto.
Cose da dire non dette.
Potevi dare amore e te ne sei stato zitto. La gente se ne parte da te e tu? Tieni le mani sul volante e guardi solo la strada. E pensi a questa notte che arriva e ti viene in mente Dante: lo giorno se ne andava e per l?aere bruno.
Ne sa lui.
Lui ne sa. Di cieli che si spengono come oggi, come questo. E non c?è spazio per rammarichi o ripianti. E il tuo corpo scoppia di seme, ma sei arido come una buccia di arancia.
Il bar ha i posti contati. Sei in ritardo. Sempre. Soltanto in ritardo. Ordini: un piatto di pasta un po? acqua.
Non c?è posto. Ti dice la cameriera.
Aspetto.
Va bene.
Guardi fuori la piazza carica di macchine e di umidità.
Potresti sederti qui. Ti dice lei, bruna. Una bella donna.
Potrei.
Potresti, tanto è libero e non aspetto nessuno.
Grazie.
Sono contenta che non ci sia posto?
Perché?
Ho avuto la scusa per invitarti?
?
Volevo tanto capire chi fossi? Ti ho visto tante volte e non ho mai avuto il coraggio. Mi sentivo un po? una stupida. Sono più vecchia di te? Sai come è?
Sono uno normale. Mangio la pasta e bevo l?acqua.
Sei sempre preso da qualcosa
No.
No?
Sembro e in realtà sono un po? miope. Ecco spiegato il mio sguardo ? faccio e guardo la cameriera che mi porta la pasta e l?acqua. Butto giù qualche boccone. Deciso a non parlare e a non dire niente. Tanto cosa cambierebbe? Il cielo questa notte si chiuderà a nero. E lei sarà con il suo uomo e io berrò il mio caffè a casa. Quindi taccio.
Il lunedì è sempre terribile. Dice.
Vero.
Poi è da un po? di tempo che vado dal dentista.
Non è una bella avventura?
Ma bisogna
Certo…
Mi piacerebbe dare un soldo per quello che pensi.
C?è un racconto che mi piace che parla del testamento di un dentista?
Ah? E chi l?ha scritto?
Primo Levi?
Sei un uomo molto colto?
Ho letto un po? più della media?
E cosa dice questo racconto?
Che l?unica nostra realtà, quella di cui siamo fatti, è il dolore?
E? triste?
No. E? molto asciutto?
Cosa vuol dire?
Che non è triste. Dice semplicemente?
E tu credi al succo del racconto?
Sì. Penso che siamo fatti di dolore?
Questo è ancora più triste?
Lo so che sono più affascinante quando sto zitto?
Ora mi fai ridere?
?
Non dici più niente?
No. Devo andare. Ti posso offire il caffè?
Certo.
Beviamo il nostro caffè. Poi lei si alza, io le dico ciao. Lei fa ciao. Vedo che si volta, ma io fingo di avere altro da fare ed esco con la testa dentro bavero della giacca.
Certo il cielo crepuscola ora. E io riesco a deludere pure gli sconosciuti.


